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ITINERARIO FRANCESCANO

Chiesa di Santa Croce, convento e cipresso di S. Francesco, Villa Verucchio– chiesa collegiata di Verucchio – Monastero delle Monache e chiesa di S. Chiara, Verucchio – chiesa di S. Giorgio e convento dei Cappuccini, Verucchio

Chiesa di Santa Croce e convento di S. Francesco, Villa Verucchio

Il più antico documento che cita questo monastero è il testamento di Malatesta da Verucchio del 1311 il quale, come tutti i discendenti, era un devoto dell’ordine.
Secondo la tradizione, accanto alla Chiesa, esisteva un piccolo dormitorio, poi trasformato nel convento attuale, presso il quale, nel maggio del 1213, si sarebbe fermato S. Francesco discendendo la Valmarecchia dopo aver ricevuto a San Leo, da messer Orlando de' Cattani della Chiusi, la donazione del Monte della Verna; qui oltre a fermarsi per pernottare si tramanda abbia compiuto ben 3 miracoli: raccolto un bastone per strada lo battè a terra facendo sgorgare 3 fonti di acqua termale, tutt'ora esistenti e produttive, cui sono da secoli conosciute la proprietà curative di acque salso-bromo-iodiche (ora struttura privata); arrivato al dormitorio/chiesetta avrebbe voluto bruciare il bastone, che però non prese fuoco: interpretandolo come segno di volontà di vita del bastone, lo piantò: ne nacque il gigantesco cipresso vecchio di oltre sette secoli (la data è scientificamente provata) tuttora visibile nel chiostro.
Il convento viene fatto costruire dal suo discepolo frate Elia e risale al 1215: è considerato il più antico convento francescano della Regione. Nel luogo in cui si trovava la cella dove dormì San Francesco è stata costruita una cappella. La Chiesa ha un portale del ‘300 e un interno neoclassico, con coro rinascimentale intarsiato e varie opere d'arte; nella parete sinistra si ammira inoltre una stupenda Crocifissione affrescata nella prima metà del ‘300 da un grande artista della celebre scuola giottesca riminese.

Chiesa collegiata di Verucchio

Sorge sul luogo dell'antico convento di San Francesco fatto costruire da Giovanni Malatesta, come attesta la lapide tuttora esposta in situ, nel 1320 circa. Nella Collegiata, costruita nel XIX secolo, sono raccolte diverse pale d'altare e opere d’arte provenienti dalle numerose chiese di Verucchio; fra tutte é notevole la tela dell'altar maggiore, con San Martino che dona il mantello al povero, dipinta verso la metà del XVII secolo da Giovan Francesco Nagli, detto il Centino.
Ma i veri capolavori sono due Crocifissi dipinti su tavole sagomate: il primo, appeso nel presbiterio, é di un ignoto artista della scuola giottesca riminese della prima metà del Trecento (detto "Maestro di Verucchio"); il secondo é un'opera veneziana, di Catarino (per quanto riguarda la carpenteria lignea) e di Nicolò di Pietro (per quanto riguarda la parte pittorica) del 1404.
Numerose le opere d’arte commissionate dai conventi francescani nel corso dei secoli, visibili nei luoghi ancora aperti al culto oppure riunite presso la chiesa Collegiata. A breve, sarà allestito un museo di arte sacra presso la chiesa del Suffragio di Verucchio, attualmente in fase di restauro, dove saranno esposti mobili, arredi sacri, paramenti e ex-voto provenienti dalle chiese e dai conventi locali. Spesso si trovano raffuigurati i 4 beati di Verucchio: Giovanni Gueruli, Gregorio Celli, Bionda Foschi, Galeotto Roberto Malatesta. Tra di essi, è ancora vivo il culto del beato Gregorio (1225-1343), frate agostiniano, il cui corpo è esposto alla venerazione presso la chiesa Collegiata, e del quale nel corso dei secoli sono documentati numerosi miracoli e guarigioni (documenti già del 1387).
La beatificazione fu voluta dal suo devoto più celebre, il papa Ganganelli (Clemente XIV), che visse a Santarcangelo ma la cui famiglia risiedeva in precedenza a Verucchio, dove il padre era medico condotto, e dove rimasero a vivere la madre e la sorella, che andò in sposa al capitano del castello di Verucchio.

Monastero delle Monache e chiesa di S. Chiara, Via Mura S.Giorgio, Verucchio

Sull'altro picco attorno a cui si stringe il paese sorge il Monastero delle Monache clarisse, poi divenute Benedettine dopo le soppressioni napoleoniche, costruito nel 1610 sulla preesistente Rocca medievale del Passerello.
Anche questa rocca, che fu residenza dei Malatesta, preferita alla Rocca del Sasso più militare e spartana, è vasta e imponente.
Il monastero non è visitabile in quanto gli spazi sono destinati a divenire un moderno hotel, ma sono pubbliche e visitabili su richiesta le parti storiche, tra le quali la chiesa delle monache di clausura, intitolata a Santa Chiara; aperta al culto nel 1663, è di buona fattura con fregi e stucchi eleganti.

Chiesa di S. Giorgio e convento dei Cappuccini

Ora di proprietà privata, già sede fin dal XVI secolo di un cenobio di frati che qui animarono la parte alta del borgo per alcuni secoli.
Splendido il panorama verso l’alta Valmarecchia e il bosco sottostante: in questa zona sorgeva una delle 4 necropoli villanoviano-etrusche di Verucchio.